Solamente un paio di giorni fa stavo per scrivere un bel posto. Un bel post perché era una bella giornata; un bel post perché, dopo diverso tempo, sentivo finalmente un'aria di ottimismo e felicità attorno a me che mi avevano inebriato. Mi sembrava finalmente d'aver trovato la giusta strada da percorrere. Alla fine, purtroppo, si è rivelata tutta una mera illusione. E ora rileggo quelle poche righe che avevo scritto, e rido di me: stolto, che cosa credevi? Con tutta la sfiga che hai avuto nella tua vita, pensavi veramente che quei pochi momenti di felicità potessero bastare a farti cambiare, a farti sperare in qualcosa di diverso, qualcosa di buono finalmente? Sei sempre stato un decadente, e rimarrai un decadente: per noi decadenti non c'è speranze nel futuro, non c'è sollievo nella quotidianetà. Vabbè dai, non esageriamo, altrimenti qui va a finire che sembro un emo del cazzo. Però, cavolo, questo è ciò che sento, ciò che provo al momento. Uno sconforto così profondo che non riesco a vederne una via d'uscita. E, come sempre, una donna ad esserne arbitro. Uhm... ma cos'è che avevo scritto?
"Il mio passato ha assunto un tono più preciso. Certo, rischia ancora di essere un po' fastidioso, di riemergere come l'isola fernandea. Ma ora giace sopito, negli abissi: l'interesse dimenticato di qualche sommozzatore. Sono riemerso fuori da queste malsane acque, e il cielo non è mai stato più bello. Pare accogliere il mio cuore e la mia mente, in questo mondo che sta cambiando. Certo, non posso dire ancora di aver trovare un luogo, quel posto più sincero dove possa dire "questo è il mio posto"."
Ahahah, mi ero davvero la montato la testa! Ma guarda te! Illuso! Su dai, dì quel che vuoi dire!
Dannate donne, sarete la mia rovina. Siete la mia rovina. Non posso affezionarmi ad una di voi senza finire poi nella sofferenza e nel dolore. Odio i sentimenti: l'ho sempre fatto, ma in questi ultimi tempi credevo di poter lasciare queste idee alle mie spalle. Negli ultimi tempi le cose sembravano poter diventare diverse: e l'altro giorno, quando scrissi quelle poche righe che poi non ho pubblicato, credevo davvero d'essere riuscito finalmente a toccare il cielo, a riemergere alla luce. Ma è stato solo miraggio, un miraggio lontano che, una volta raggiunto, si è rivelato in tutta la sua inconsistenza. Un momento di felicità non è sufficiente per spazzare via anni di tormento... per un attimo ho creduto veramente che fosse possibile, ma alla fine l'ondata delle afflizioni è tornata a gettarsi contro di me, così come non lo faceva da tanto tempo. E' stata una cosa traumatica... è una cosa traumatica... molti mi daranno "su, tutto passa, tutto finisce... tutto si supera... dai una scossa alla tua vita" ma io, per riuscirci, ho bisogno di motivazioni... e al momento non riesco a trovarne alcuna.
Vedo solo la collezione dei miei fallimenti, le cicatrici di ferite passate che si riaprono... per me oggi il non essere prevale sull'essere... non trovo la forza per ergermi contro tutto questo, figuriamoci porre loro una fine. Mi sembra quasi d'essere su una nave che affonda priva di qualsiasi scialuppa di salvataggio; son già state prese tutte... o forse non le ho mai avute? Vabbè, dai, meglio così. Per il momento, ho deciso: resterò sulla nave che cola a picco. Meglio andar giù con lei che salire su una scialuppa priva d'ogni speranza d'esser salvata.
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