Fino a pochi giorni fa era opinione diffusa che i Neanderthal si fossero totalmente estinti all'incirca tra 30.000 e 24.500 anni fa, soppiantati dalla nostra specie quando essa iniziò a penetrare in Europa. L'analisi del genoma dei Neanderthal sembrava inoltre togliere ogni spazio all'ipotesi che tra le due specie si fosse verificato qualche caso di ibridazione, giacché nel DNA degli uomini oggi esistenti sulla Terra non erano state trovate tracce di alcun contributo da parte di questa specie sorella.
La ricerca tuttavia è continuata e, un paio di giorni fa, è stata annunciata una scoperta importantissima che ha cambiato totalmente questa visione: negli esseri umani che vivono al di fuori dell'Africa, infatti, è stata riscontrata la presenza di materiale genetico derivante dai Neanderthal fra l'1 e il 4%. La scoperta è sensazionale per diversi motivi: innanzitutto perché rivela che i Neanderthal non si sono totalmente estinti e che una parte di loro vive ancora oggi in noi; in secondo luogo, dimostra che le due specie, pur essendosi separate da un antenato comune circa 700.000 anni fa, erano ancora fertili l'una con l'altra.

Siccome tali tracce genetiche sono state rilevate negli euroasiatici e nei nativi americani ma non negli africani, ciò suggerisce che l'ibridazione ebbe luogo ai primi stadi della migrazione della specie umana fuori dall'Africa, presumibilmente quando venne a contatto con i Neanderthal che vivevano nel Medio Oriente, circa 80.000 anni fa. Resti fossili con caratteristiche sia umane che Neanderthal erano del resto stati rinvenuti in diverse zone d'Europa, ma la loro interpretazione era stata soggetta a diatribe tra i ricercatori. Ora ciò potrebbe cambiare alla luce di queste nuove scoperte.
Non che fosse necessario tutto questo lavoro: prova della sopravvivenza dei Neanderthal le avevamo già, avendo a che fare quotidianamente con i leghisti. Ma no dai, cosa sto dicendo? Perché dovrei insultare questa nostra specie sorella associandola con i cavernicoli di Bossi? Del resto i Neanderthal avevano una capacità cranica pari e, in alcuni casi, superiore alla nostra (un volume cerebrale di 1500 cm3 in media, del 10% superiore agli uomini attuali) e di certo non avrebbero gradito questo mio paragone.

M'è venuto da chiedermi se questa ibridazione sia avvenuta in un contesto pacifico oppure violento (in parole povere: stupro). Certo è una domanda alla quale difficilmente sarà possibile dare una risposta. Perché anche se è vero che questo incrocio ebbe luogo, altrettanto evidente è il fatto che con l'arrivo dell'uomo i Neanderthal entrarono in declino e infine scomparvero. Le loro tracce in Asia centrale e Medio Oriente scompaiono attorno a 50.000 anni fa, poche migliaia di anni dopo l'arrivo dei nostri progenitori in quelle aree. La stessa cosa si verifica in Europa: alla penetrazione dell'uomo nel nostro continente, iniziata all'incirca 40.000-35.000 anni fa, è parallela la progressiva riduzione della popolazione Neanderthal, che col passare del tempo finisce sempre più relegata verso Occidente. Le ultime tracce della loro presenza sono infatti state trovate nella penisola iberica (risalenti a 30.000 anni fa) e a Gibilterra (le più recenti, di circa 24.000 anni fa). Ciò proverebbe che all'avanzare della nostra specie fu parallela la diminuzione del territorio abitato dai Neanderthal.
Si tratta tuttavia di eventi che ebbero luogo in un arco di tempo lunghissimo: parliamo infatti di un processo graduale, durato decine di migliaia di anni. Risulta difficile quindi capire come abbiano convissuto per così tanto tempo queste due specie e quali rapporti ci fossero tra loro. La scomparsa dei Neanderthal può inoltre essere associata anche ad altri fenomeni, come mutamenti climatici, modificazione della fauna europea o anche epidemie portate in Europa dai nostri progenitori, malattie verso cui i Neanderthal non possedevano difese immunitarie (in maniera molto simile a quanto successo in America con l'arrivo degli europei 500 anni fa).

Secondo una teoria, inoltre, i Neanderthal si trovarono svantaggiati rispetto ai nostri antenati anche ad un livello mentale e psicologico: la loro cultura era infatti particolarmente "statica" e poco aperta alle innovazioni. Per centinaia di migliaia di anni non vi furono sostanziali miglioramenti nelle loro tecniche litiche o nelle loro abitudini comportamentali: non realizzarono mai cose come ami e reti da pesca, copricapi o cappelli, scarpe, vestiti lavorati o forme di commercio su lunga distanza. Gli esseri umani, invece, a partire da 50 mila anni fa, conobbero un'improvvisa crescita delle proprie capacità, introducendo numerose innovazioni e concetti che andarono ad arricchire sempre più la loro cultura. Tutto questo porta a ritenere che la mente dei Neanderthal tendeva ad essere meno creativa rispetto alla nostra, o che funzionasse in maniera radicalmente diversa, affidandosi maggiormente all'adattamento fisiologico rispetto a quello psicologico. In parole povere, secondo questa teoria, la "modernità" fu per loro letale.
In alcuni siti europei occupati dagli ultimi Neanderthal sono state riscontrate tracce di alcuni presunti tentativi di innovazione: in questi siti sono stati rinvenuti oggetti di decorazione personale, inferiori di qualità rispetto a quelli contemporanei fatti dagli umani, cosa che porta a pensare che siano stati realizzati più per imitazione piuttosto che per spirito di creatività originale. Alla luce delle ultime scoperte, quindi, si può dire che quei pochi Neanderthal che si unirono agli umani sopravvissero e furono infine assorbiti, mentre quelli (la maggior parte) che mantennero la propria unicità furono sempre più marginalizzati, andando incontro all'estinzione.
La tipologia delle relazioni fra i nostri antenati e i Neanderthal costituisce il mistero che ancora aleggia su questo capitolo della nostra storia remota; la ricerca scientifica però continua e sicuramente saprà offrirci, in futuro, altre ed ulteriori risposte a questi affascinanti misteri provenienti dal nostro lontano passato.
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