Si tratta di un albero originario dell'Asia Orientale, in particolare Cina, e delle Molucche. E' noto con diversi nomi, tra cui "Alberto del Paradiso" o "Toccacielo", per la rapidità con cui crescono in altezza. Non è una pianta longeva, incapace di superare i quaranta-cinquanta anni (ma quanto basta per scassare le palle nella vita di una persona).
L'ailanto fu introdotto in Italia verso la fine del XIX secolo (bravi coglioni!!) per rimpiazzare il baco da seta, affetto nel 1850 da una grave epidemia di pebrina, che distrusse gran parte degli allevamenti. L'ailanto è infatti la pianta alimentare di un'altra specie di baco, la Phylosamia cynthia (Saturnide orientale). Ma la seta prodotta da questa specie era di pessima qualità, e non venne mai utilizzata industrialmente, ma la farfalla rimase, e la si trova anche oggi in parecchi centri urbani in tutta la penisola, dove i bozzoli sono ben visibili sugli ailanti durante l'inverno.
Ma che ha fatto di male questo ailanto? Beh, presto detto, è una pianta infestante ed inarrestabile. Si riproduce velocemente grazie ai rizomi che corrono sottoterra e ai semi che sono racchiusi in samare alate. E' resistentissimo, non viene attaccato dai parassiti (assenti in Italia), non soffre di malattie, cresce e si riproduce a velocità impressionanti. Genera radici capaci di estendersi per oltre trenta metri ed è in grado di dar luogo a molte "piante figlie", che crescono e diffondono a loro volta altre radici. E' in grado di crescere ovunque, in qualsiasi tipo di terreno, nel cemento, nell'asfalto, sui muri, fra le macerie, persino in mezzo all'immondizia.
Presso la mia abitazione ha infestato, nel giro di dieci anni, la collinetta che si erge su un versante della mia casa (prima popolata da pini e querce). Puntualmente, ogni anno, getta semi e germogli nel mio giardino, dove si rende necessario rimuoverli piuttosto frequentemente. Inoltre, con l'estensione delle sue radici, che possono prolungarsi in lunghezza per decine di metri e dare origine a nuovi fusti della stessa pianta, finisce per soffocare la vegetazione autoctona circostante. Basta spezzare o anche solo incidere la radice, perché prontamente dalla ferita nasca un nuovo fusto della pianta. Ciò rende estremamente difficile l'estirpazione e basta lasciare nel terreno anche una minima parte della radice, per permettere all'ailanto di rinascere. Da un tronco di ailanto segato possono nascere anche sei nuove piante nel giro di pochi giorni e, data l'estensione che raggiungono le radici, la sua estirpazione risulta molto difficoltosa, specie nei centri urbani. E non è finita: l'ailanto ha un odore disgustoso, che emana specialmente se vengono tagliati rami e foglie: si dice infatti che "nemmeno le capre lo mangiano".
Poi, quando diventa l'essenza prevalente dell'ambiente in cui s'è diffuso, non vi cresce nulla più in mezzo. A stento vi prolificano i rovi. La raccolta del suo polline (e meno di nettare) da parte delle api spesso inquina la purezza del miele di acacia.
Nelle città con monumenti e resti archeologici può rappresentare una grave minaccia, in quanto capace di crescere in mezzo ai ruderi e di recare gravi danni man mano che affonda le radici. Lo testimonia questa foto.

Preciso che una specie è detta "infestante" quando tende a svilupparsi e diffondersi in modo tale da alterare sensibilmente l'equilibrio ecologico, a danno di altre specie meno aggressive. L'ailanto è una pianta robuta, che come detto cresce in ogni tipo di terreno e non ha particolari esigenze di rifornimento idrico. In Italia, per la diffusione di questo albero, bisogna ringraziare anche e soprattutto le Ferrovie dello Stato, che nel corso degli anni hanno favorito la sua diffusione ai lati delle strade ferrate. Come al solito, la Svizzera si dimostra più sveglia del nostro Paese. Consiglio la lettura di queste indicazioni della Commissione Svizzera per la Tutela delle Piante Spontanee:
http://www.cps-skew.ch/italiano/inva_aila_alt_i.pdf
Per chi invece desiderasse avere una panoramica più completa delle problematiche delle piante invasive, consiglierei di leggere la cosiddetta "Lista nera" delle piante cui gli svizzeri hanno dichiarato guerra. Ci sono dei link molto interessanti per ogni singola pianta.
http://www.cps-skew.ch/italiano/lista_nera.htm
Per ultima, una interessante pubblicazione scientifica in tema:
http://www.wsl.ch/bellinzona/giornate_tematiche/Neofite/index_IT/Arnaboldi_et_al_2002.pdf
Se avete degli ailanti, vi consiglio vivamente di eliminarli, sostituendoli con piante e alberi nostrane. Farete del bene ai nostri boschi, perché questi alberi invadenti tendono a soppiantare le specie autoctone.
Gli ailanti, proprio come i leghisti, sono una minaccia e per quanto cerchiamo di circoscriverli cercheranno di oscurare le nostre vite. E' tempo di ammettere che gli ailanti sono piante orripilanti e disgustose e che l'unico ailanto buono è un ailanto morto.
In conclusione voglio dire questo: se pensate che gli ailanti non siano un problema...
...pensateci bene.



haahahah te sei fuori l'articolo fa spaccare xd però è vero anche qua a lugano è pieno di questi alberacci lungo le strade
RispondiEliminaL'anonimo che si scompiscia del tuo articolo non sa evidentemente quanta ragione tu abbia.Sono d'accordo con te ,è uno schifo di pianta, anche se non nego sia bella da vedere.
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