BENVENUTI NEL BISLACCO MONDO DI PAGLIA

Some place where there isn't any trouble.
We must be over the rainbow.

giovedì 19 gennaio 2012

News

Bene, in questi giorni rivitalizzerò un po' questo mio blogghino... ho un po' di roba scritta in arretrato da inserire e magari anche qualcosa di nuovo... tempo permettendo....

lunedì 21 novembre 2011

Il buco

Oggi, dopo molto tempo, torno a scrivere sul blog. Perché, così, di colpo, son tornato a battere qualche riga qui, dopo tanti mesi di assenza? Beh, il motivo principale è che oggi (anche se ormai dovrei dire ieri) mi son risvegliato nel buco. Cos'è il buco?
Il buco è una situazione che capita saltuariamente quando ci si ritrova completamente soli con se stessi e senza niente da fare. Oh boy, so già che state pensando ad elastici e siringhe, ma no, non intendo quello, guys. Il buco usa manifestarsi nei weekend, solitamente di domenica, dopo una serata passata con gli amici. Ovviamente va aggiunto che l'assunzione di alcolici e droghe può incrementare enormemente le possibilità di una successiva caduta nel buco.
Ma lasciamo perdere queste stronzate e andiamo avanti: quel che succede è che ti ritrovi, la domenica, totalmente sconnesso dal mondo: non hai programmi, non hai impegni, non hai appuntamenti o uscite in compagnia, ti ritrovi a casa per conto tuo e, per giunta, senza alcun desiderio di uscire. Ma anche in casa alla fine non fai un cazzo: non hai voglia di guardare film o telefilm, non hai voglia di leggere, non hai voglia di farti un videogioco, non hai voglia di farti una sega, niente, nulla. E' incredibile, non hai neppure voglia di fumare, pur essendo una ciminiera! Va poi aggiunta un'altra caratteristica tipica del buco: il silenzio. Il buco è dove regna il silenzio. Sei da solo, quindi non c'è nessuno che possa parlarti, ma neanche tu parli, nemmeno per rivolgerti al gatto o al cane come sei solito fare.
La tua mente ha subito un golpe e ora governa una tirannica, assolutistica forma di apatia.
E' stato un golpe violento e, mentre te ne stai steso sul letto, ti rendi conto d'aver la mente sconvolta da una vorticosa corrente di pensieri, che vengono sbattuti da un capo all'altro del cervello senza arrivare ad una qualsiasi conclusione, una specie di nastro di Mobius dal quale non sembra esserci alcuna via di fuga. E dopo ore e ore trascorse in questo stato semi-comatoso, e dopo vari tentativi falliti d'uscire dal buco attraverso attività quotidiane, capisci che l'unica soluzione è fare qualcosa che non hai fatto da molto tempo e che quindi ha smesso di essere parte della tua quotidianetà.
E il blog è stata la risposta, ed è per questo che ora mi ritrovo qui a scrivere questa cascata di cazzate alle 4 di mattina. Bene, dopo una domenica passata nel buco, posso ora dire di esserne uscito. E così come sono ricomparso, ora potrei scomparire di nuovo.
Dannati after-party... meglio rimettersi a dormire.
Passo e chiudo.

venerdì 21 gennaio 2011

Santanchè, la voce della coerenza

Ieri sera abbiamo potuto tutti assistere alle sclerate in diretta televisiva di Daniela Santanchè, ospite ad AnnoZero in difesa del presidente dei puttanai, Silvio Berlusconi. Per far risaltare nuovamente l'ipocrisia di questa classe politica italiota che ci ritroviamo ad avere, vorrei riportare le parole pronunciate solo 2 anni fa da colei che ieri sera si è erta a paladina del Cavaliere di Arcore:

  • "Berlusconi mi ha fatto diversi regali: braccialetti, collane e pensieri vari in occasione delle festività e dei miei compleanni. È un uomo generoso e attento alle persone, ce ne sono pochi come lui. Tra noi c'è ancora amicizia. Per una donna di destra questo è un valore molto importante, ma purtroppo Silvio ormai è caduto nel teatrino della politica." (intervistata da Klaus Davi per YouTube, 29 febbraio 2008)
  • "Credo che Silvio Berlusconi gradirebbe molto avermi con lui. Il problema è che io non sono in vendita. Non tutto si può comprare. E tentomeno Daniela Santanchè." (1° marzo 2008, nota: questa dichiarazione è ancora leggibile sullo stesso blog di Daniela Santanché attraverso la copia cache di Google. Nello stesso articolo del blog è riportato un file .pdf con un estratto dell'Avvenire che riporta tali dichiarazioni del marzo 2008.
  • "Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali. [...] Silvio Berlusconi non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare." (citata in «Silvio vede le donne solo orizzontali», Corriere della Sera, 26 marzo 2008)
Daniela Coccodè: voce della coerenza.

venerdì 31 dicembre 2010

Il 2010 morente

Anno nero, anno di dolore, anno di sangue questo che ora si chiude.
Tra poco sentirò, dal luogo ove trascorrerò la serata, le liete grida e i canti gioiosi che ne festeggeranno la fine; e non sentirò i lunghi lamenti e i doloranti pianti che altrove continueranno a prevalere.
La morte ha fatto baccano in questo 2010, questo 2010 che ora a sua volta muore. Ella ha ballato bene sul palco, nella sua incantevole maschera, ha ballato senza tregua, senza riposo, per me e per il mondo, dal primo all'ultimo giorno dell'anno, mietendo e sempre mietendo le sue vittime designate. E io, ricordando con orrore quest'anno in cui i più sventurati destini si sono compiuti, non posso esimermi dal guardare con occhio confuso gli avvenimenti e dal chiedermi se nel grembo del male ci sia sempre, anche se impercettibile, un po' di bene.
E se i grandi dolori abbattono o ringagliardiscono, io ancora non so su quale di queste due strade mi avvierò nel prossimo futuro, in questo 2011 che sta per aprirsi.
Ed ora dovrei dare il consuetudinario saluto: buon anno, buon anno!
Augurarsi il bene è... bene; ma quant'è vano attenderselo guardando in aria. Significa cioè: fai che l'anno sia buono, lavora a questo intento, provvedi. Non agire come nell'anno passato, giacché ora toccherà muoversi al comando della necessità.

martedì 16 novembre 2010

Torna Paglia TV!

Dunque... stiamo ancora raccogliendo i pezzi qui, citando il buon vecchio Scotty... nel frattempo però ho creato il mio nuovo canale YouTube, a cui ho dato lo stesso nome di questo blog: Paglia Quotidiana :-) Per inaugurarlo ho deciso di ricominciare dall'inizio, dai primissimi video che caricai nell'ormai lontano 2007. Purtroppo, per evitare ulteriori noie da parte di Merdaset, non potrò caricare tutti i vecchi filmati... in modalità pubblica, per lo meno... ma esistono altre soluzioni... ;-)

Bon, è ora di salutarvi. Buonanotte, cari pagliozzi e pagliozze.

sabato 13 novembre 2010

Shitstorm

Se non riuscite più ad accedere al mio canale YouTube, non allarmatevi. Tanto mi sono già allarmato io, ed è più che sufficiente.

Andiamo ai fatti: il mio account su YouTube è stato cancellato la notte scorsa a causa di presunte violazioni del copyright (come mi è stato notificato via email). Dalla segnalazione risulta che la richiesta è partita da Mediaset. Tutto cancellato, quindi: il profilo, i video caricati, i contatti, ecc. Per un attimo ho temuto che anche questo blog fosse stato rimosso e in effetti ho avuto dei problemi ad accedervi. Ma se ora riuscite a leggermi, significa che sono riuscito a superarli... e che forse questa tempesta di merda non ci affogherà. Vedremo ora quale rotta seguire...

lunedì 11 ottobre 2010

L'ennesimo ritorno autunnale

Sono passati quasi due mesi dal mio ultimo post... questioni interne mi hanno tenuto lontano, sottraendomi anche la voglia di scrivere qualcosa. Negli ultimi anni il periodo agosto-settembre si è dimostrato costantemente funesto e portatore di sventure, e tale "regola" è stata confermata anche quest'anno, purtroppo. L'estate 2010 ha significato per me una tale serie di cambiamenti che l'intera mia esistenza ne è uscita stravolta. Il mondo nel quale ho vissuto i miei primi 24 anni di vita è andato distrutto, cancellato tragicamente in appena due mesi. Dalle ceneri di quel mondo se n'è creato un altro, uno nuovo, sconosciuto, inesplorato, pieno di insidie e di incertezze. Non me la sento di entrare nel dettaglio, di spiegare che cosa è successo di così catastrofico. La mia riservatezza non è molto cambiata, mi è difficile parlare apertamente di fatti che coinvolgono la mia sfera familiare e privata.

Certo non sono mancati fatti particolari o novità interessanti, in questi ultimi due mesi. A fine agosto una pazza mitomane, gestrice di un blog di bassa lega dal quale da diversi anni lancia accuse infamanti a siti e utenti di internet per il solo piacere di scassare i coglioni, s'è rifatta viva nella mia vita a causa di una biografia scritta sul sito di Terra 2 e dedicata ad una tale "signora dal cognome famoso". Alle minacce di querela lanciate da tale signora ho commesso l'errore di reagire, dandole corda, e per qualche giorno tale vicenda è stata al centro dei miei pensieri. Poi, alla fine, ho deciso semplicemente di ignorare il tutto, specialmente lei, e di procedere con la mia vita di sempre. Mai scelta fu più saggia. Se anche a voi dovesse capitare, imparate semplicemente ad ignorare tali spregevoli individui, o rischiate veramente che vi rompino gli zebedei a vita.

Altra novità è che ho trovato un lavoro fisso. Wow, miracolo! Macché, è già azzardato definirlo un "lavoro serio"... in parole povere, ora faccio l'agente di vendite per la Edison, la nota azienda produttrice di energia elettrica e gas, di cui Gerry Scotti fa la pubblicità in televisione. E il mio nobile compito è quello di andare nelle case della gente, campanello dopo campanello, citofono dopo citofono, a rompere le palle ai lor signori per spiegargli come possono risparmiare sui consumi passando all'Edison. Non che sia una truffa: il risparmio c'è davvero, con le tariffe attualmente in offerta, il problema è che la maggior parte delle persone non riesce proprio a rinunciare alla magica sigla "ENEL" e, anche grazie ai casini fatti dalle compagnie telefoniche nel mercato libero italiano, la gente ha paura di cambiare il gestore dell'energia. Di conseguenza, è difficile far stipulare contratti e questo inevitabilmente limita le mie possibilità di guadagnare decentemente con questo lavoro (dato che vengo pagato per ogni contratto che riesco a stipulare). Appena troverò un lavoro serio, sicuramente dirò addio a questa tortura dell'agente di vendite. Nel frattempo però, meglio questo che stare a casa a non fare un kaiser.

sabato 14 agosto 2010

Vaghe considerazioni agostane

Quest'oggi compio 24 anni e mi ritrovo a scrivere questo mindfuck, la cui stesura ho iniziato ieri sera, senza neanche troppa convinzione e senza neanche una particolare voglia di comunicare qualcosa. C'è però qualcosa di affascinante nel mettersi a scrivere quello che la tua mente ti detta, così di getto, senza necessariamente seguire uno schema logico e senza avere un'idea precisa di quello che vuoi scrivere su questo misero spazio bianco che ho di fronte... questo Notepad aperto, il quale pare invitarmi a tingerlo di lettere e parole, un po' come riempire di persone un'immensa stanza vuota. E si è liberi di scrivere qualsiasi cosa ci passi per la mente, anche la più miserabile, la più cretina, quella più priva di senso, passando improvvisamente da un tema ad un altro, fregandosene della confusione che ciò potrebbe provocare in un eventuale lettore. Lascio un po' sfogare, in parole povere, la mia mente caotica e disorganizzata, dando voce ai flussi di riflessioni che scorrono nei miei fiumi neurali. Quale di queste correnti seguirò? Forse quella che riflette sul film che ho rivisto questa notte (La cosa di John Carpenter) oppure quella vorticosa che conduce agli agitati mari del pensiero politico, reso demoralizzante da tutto quello che sta accadendo in Italia negli ultimi tempi; oppure potrei scegliere di seguire il docile tragitto che sfocia nel mare delle considerazioni metafisiche, facendo poi rotta verso quell'isola kantiana che mai si riesce a raggiungere, ragionando su vita, morte, fede...

Non ho mai saputo se definirmi ateo o agnostico, nel senso letterale dei due termini: tenendo conto che i miei pensieri fluttuano costantemente tra un concetto più simile all'ateismo e un altro più prossimo all'agnosticismo, mi è difficile mettermi un'etichetta con cui presentarmi al mondo. Potrei anche semplicemente dire: sono ateo, pur conservando peraltro dentro di me un fondo istintivo - forse ancestrale - di religiosità, o meglio di confuso esistenzialismo, non legato alle assurde e ridicole fedi abramitiche o più in generale alla stupida venerazione di entità superiori, ma la fede nell'esistenza di un equilibrio universale che lega tutto ciò che esiste, e di cui gli esseri viventi e quindi anche noi umani facciamo parte. Passati i vent'anni, e quindi piuttosto recentemente, si è accentuata prepotentemente quell'angoscia esistenziale che deriva dalla mia stessa natura irrequieta e che in ogni essere umano cresce con gli anni e con le esperienze della vita, stimolandomi ad intensificare sempre più le mie riflessioni sui problemi metafisici, mentre il maggior tempo libero che ho avuto a disposizione negli ultimi mesi mi ha permesso di allargare, sia pure in limiti essenziali, le mie modeste cognizioni nella moderna cultura scientifica e nel campo del pensiero filosofico nonché delle ricerche antropologiche. Ma in un primo momento tutto ciò mi ha sospinto verso ipotesi e conclusioni sempre più demolitrici e negative, fino a farmi arrivare ad una specie di materialismo ateo basato non tanto su convinzioni o certezze quanto su di un deprimente senso di disorientamento e di sfiducia: posizione drammaticamente negativa nella quale, tuttavia, ho cercato sempre di resistere ad un cedimento completo verso un materialismo assoluto e sistematico. E, come accade per molti atei, mi son limitato a rifiutare in blocco ogni illusione, ogni fede, ogni preconcetto e ogni pregiudizio, pur senza arrivare ad una negazione totale e definitiva. Esiste anche un'altra forma di pensiero interessante, che potremmo definire "idea dell'indifferenza": poniamo, tipo, che esista veramente un dio o degli dèi, anche in quel caso perché mai dovrebbero essere venerati? Posso essere benissimo libero di odiarli, di considerarli dei porci, dei maiali, oppure fregarmene completamente... esseri superiori che, se esistono, con tutta probabilità se ne fregano di noi, così come noi ce ne freghiamo di quel che accade a delle formiche.

Son così giunto ad un punto morto in cui sembra diventare di per se stesso senza senso ogni concetto di "altre realtà" ed ogni speculazione metafisica: punto morto che mi è apparso in tutta la sua tragica evidenza ed al quale, tuttavia, la mia coscienza e la mia angoscia esistenziale continuano istintivamente e caparbiamente ad opporsi, anche se in modo del tutto irrazionale. Toccando così il fondo, è rimasto in me, anche se ridotto al minimo, un interiore ed inconscio idealismo, al quale resto disperatamente abbarbicato per una specie di istinto di conservazione del mio "io" sul piano metafisico: come un naufrago che sta per soccombere e si attacca ad un relitto galleggiante, ultima ed unica speranza di salvezza, in un sofferto contrasto con la ragione e con la fredda logica astratta, che continuano a sospingermi verso quell'isola dove forse vi è il nulla, o il tutto, o cose talmente incredibili che non posso nemmeno azzardarmi di immaginare.

E con questo il mio mindfuck si chiude. Vaghe considerazioni agostane, pensieri fluttuanti riuniti e poi dispersi in questo tetro mare di parole.